I nuovi foil prendono il volo
Luglio è cominciato dove giugno era finito: con i nuovi foil da montare e mille cose da testare. Un mese intenso, con belle soddisfazioni e qualche problema da risolvere — come sempre.
01
Installazione dei nuovi foil
Dopo mesi di attesa, i nuovi foil sono a bordo. Queste grandi appendici nere che abbiamo immaginato, progettato e costruito per tutto l'inverno sono finalmente dove devono essere.
Il montaggio ha richiesto le ultime regolazioni — calibrazione dei sensori, dei bearing, dei sistemi di controllo. Come spiega Enrico Bandiera, Direttore Tecnico, per il team, il test in acqua era molto più di una semplice uscita in mare.
«Qual è l'obiettivo della navigazione? Andare a cercare un po' di vento per testare per la prima volta i nuovi foil. Grande giornata. I foil li abbiamo messi la settimana scorsa, ultime regolazioni venerdì e stamattina, calibrazione dei sensori dei foil, dei bearing, eccetera. I foil finalmente ci sono. Quindi oggi iniziamo a metterli un po' in carico, vedere se i sistemi funzionano, se i bearing sono ben aggiustati, se non sentiamo rumori strani. Iniziamo progressivamente, tra oggi e domani, ad aumentare il carico sui foil fino al 100% — oggi ci fermeremo alla metà — per fare le cose con calma e verificare che tutto quello che abbiamo fatto sia stato fatto bene. L'idea è quella: validare e chiudere. Effettivamente, l'ultimo giorno di cantiere invernale possiamo dire che è oggi.»
— Enrico Bandiera, Direttore Tecnico
02
Prime navigazioni, nuove vele e i primi voli
La prima uscita in mare è arrivata subito dopo l'installazione. La meteorologia è stata molto clemente con un vento moderato e questo ci ha permesso di testare il sistema nel suo insieme senza metterlo subito sotto carico pieno. L'obiettivo era capire come risponde la barca, validare i parametri di base, sentire le prime impressioni.
Le prime sensazioni sono buone. La navigazione si conclude con i test validati e qualche dato importante in mano.
Per testare le nuove vele abbiamo avuto con noi Michele Malandra, velaio di North Sails coinvolto nel disegno del nostro J2 e del J3. Diverse sessioni di navigazione con più vento, aggiustamenti continui — le vele facevano avanti e indietro tra la barca e il loft della veleria per piccole correzioni a ogni uscita. Ed è in questa fase che "Allagrande Mapei" ha preso il volo per la prima volta con i nuovi foil.
La filosofia di queste nuove vele rispetto all'anno scorso è chiara: sono leggermente più grandi, perché i nuovi foil portano molta più potenza alla barca, che è quindi più in grado di raddrizzare il momento sbandante. Si può spingere di più. La forma sembra quella giusta.
03
Albi, Lorenzo e gli allenamenti con Malizia
A luglio è tornato a Lorient Alberto "Albi" Riva, amico storico del team, per una settimana di navigazione e supporto sui temi di performance.
È arrivato anche Lorenzo Sironi dall'Italia per il suo grande test come reporter a bordo: l'obiettivo era capire se sarebbe stato a suo agio su una navigazione impegnativa, visto che vorremmo averlo con noi a bordo durante le 48 ore della Défi Azimut. Un IMOCA a piena velocità sui foil è un'esperienza che bisogna vivere per capire — non si può improvvisare, e Ambrogio voleva essere sicuro.
Il riscaldamento è arrivato il 14 luglio: mentre quasi tutti i francesi del team festeggiavano la Festa Nazionale, Albi, Gianlu, Bogi e Lorenzo sono partiti per una giornata di allenamento 100% italiana, al fianco del nuovo Malizia.
I 4 italiani a bordo
Poi è arrivato il grande offshore: 48 ore in mare in direzione Spagna, con vento sostenuto. A bordo Bogi, Lorenzo, Albi, Riccardo e Antoine Koch — l'architetto della barca. Sempre con Malizia al fianco. Navigare con un altro IMOCA a pochi metri è prezioso: speed test, configurazioni di vele a confronto, regolazioni diverse, dati incrociati. E avere Antoine Koch a bordo è stato qualcosa di speciale: lui conosce ogni sistema della barca nel profondo, ogni sensazione fisica — è lui che l'ha disegnata.
Ambrogio è tornato molto soddisfatto. Lorenzo si è rivelato un perfetto reporter di bordo: niente mal di mare, sempre in allerta e con il sorriso sulle labbra. Ha fatto volare il drone anche con 30 nodi di vento, producendo immagini straordinarie. Una riuscita totale.
©Lorenzo Sironi
04
Il punto sulla barca
Diciamolo chiaramente: "Allagrande Mapei", pur essendo un ottimo progetto, è una barca del 2023 e in questi anni ha accumulato qualche ritardo rispetto alla concorrenza sul piano dell'ottimizzazione tecnologica. L'anno di transizione del 2025 ha inevitabilmente messo in pausa le evoluzioni tecniche. Ma con questo grande cantiere validato, abbiamo recuperato una parte importante del terreno perso. Adesso bisogna tenere il ritmo, continuare a spingere la riflessione, anticipare le evoluzioni — e arrivare al Vendée Globe con una barca all'altezza.
05
Foil rotto: smontaggio e riparazione
Al ritorno dalla navigazione, una brutta notizia: il foil di babordo è uscito dalle scasse danneggiato. È stato necessario smontarlo e portarlo in riparazione, rivedendo l'intero sistema.
È il gioco della prototipazione nella vela oceanica: si testa, si rompe, si sistema. È esattamente per questo che occorre prevedere molte navigazioni.
06
Uscita di squadra a Groix
Mercoledì 22 luglio, il team si è concesso una piccola fuga all'isola di Groix: giro in gommone, bagno, cena tranquilla insieme. Un bel momento tutti insieme in cui ci siamo goduti il clima estivo e le bellezze della Bretagna.
07
Due letture oceaniche
Luglio ci ha regalato anche due articoli molto belli!
Rivista Studio — Leonardo Piccione
Prima, durante e dopo la Vendée Arctique, Ambrogio ha avuto una lunga conversazione con Leonardo Piccione, scrittore italiano che vive in Islanda e che, nei mesi estivi abita sull'isola di Grímsey — un'isoletta a nord dell'Islanda, attraversata dal Circolo Polare Artico. Ne è uscito un articolo bellissimo per Rivista Studio, che racconta la regata attraverso uno sguardo insolito: quello di chi vive dall'altra parte del mondo, proprio nel luogo in cui la rotta di Ambrogio è letteralmente passata sopra.
Il Sole 24 Ore — Roberto Casati
Il filosofo Roberto Casati — che insegna Scienze cognitive a Parigi e ha scritto un libro imprescindibile come Oceano: una navigazione filosofica — ha pubblicato sul supplemento Domenica del Sole 24 Ore una recensione del libro Sailing Alone: A History di Richard J. King, raccolta di testimonianze di navigatori solitari di tutto il mondo. Nel testo, Casati cita Ambrogio come esempio concreto di ciò che la navigazione solitaria chiede all'essere umano: la gestione del rischio, la distanza da casa, un ambiente che non perdona. Un bel riconoscimento, di ciò che questa vittoria rappresenta al di là del risultato sportivo.
![[Newsletter #7] Luglio - Allagrande Mapei Racing : I nuovi foil prendono il volo](http://www.allagranderacing.com/cdn/shop/articles/LorenzoSironi_x_AllagrandeRacing-0381_31acdf7b-20dc-41e6-a43d-da5572f78878.jpg?v=1785513894&width=1500)
![[Newsletter #6] Giugno – Allagrande Mapei Racing : Alla Grande!](http://www.allagranderacing.com/cdn/shop/articles/va2026-2606160901-stichelbaut-saemvendee-2606160-haute-definition_d2066793-21ae-4010-adee-3ccd5b8ab5a0.jpg?v=1783161510&width=3543)