Ambrogio Beccaria
Allagrande Mapei Racing
Ambrogio Beccaria
Navigatore oceanico. Milano, 1991. Fondatore del progetto Allagrande Mapei Racing, in rotta verso il Vendée Globe 2028.
Le origini
Il vento e l'estate
Ambrogio Beccaria si avvicina alla vela grazie alla scuola VelaMare, che frequenta da bambino seguendo le orme della sorella più grande. Le prime esperienze agonistiche arrivano nelle classi giovanili: un Campionato Italiano e un terzo posto al Campionato Europeo nella classe Laser 4000. Risultati che già lasciano intravedere il carattere — la determinazione e il rigore tecnico che diventeranno la cifra di tutto quello che verrà.
Cresce a Milano, con il mare come orizzonte delle vacanze e dei pensieri. Il passaggio dalla vela leggera alla navigazione oceanica non è immediato, ma la rotta è sempre la stessa.
2013 – 2019
La scuola del Mini
Il passaggio decisivo avviene nel 2013: Ambrogio entra nel circuito Mini 6.50, la classe che rappresenta la vera scuola della navigazione oceanica in solitario. Acquista una barca danneggiata, la ricostruisce da zero e la ribattezza «Alla Grande Ambeco». In pochi mesi la porta alla vittoria in diverse regate del circuito italiano, poi comincia a farsi vedere anche a livello internazionale.
Sono anni di costruzione. Ogni regata è una lezione: la gestione della barca in solitario, lo studio della meteorologia e le scelte strategiche, la resistenza fisica e mentale sulle lunghe distanze. Nel 2016 arriva il secondo posto assoluto alla Les Sables–Azzorre–Les Sables, con vittoria di tappa con tempo record.
Nel 2018 domina il circuito Mini: sette vittorie in una stagione. È il preludio a quello che accadrà l'anno dopo.
Il 2019 segna una svolta storica. A bordo di «Geomag», Ambrogio vince la Mini Transat — diventando il primo italiano a imporsi in questa storica traversata atlantica in solitario. Un risultato che cambia tutto e lo proietta definitivamente tra i protagonisti della vela oceanica internazionale.
Mini Transat 2019 — Il film
2022 – 2024
La barca che non esisteva
Nel 2022 avvia un nuovo capitolo: il progetto Allagrande Pirelli, un Class40 di ultima generazione progettato e sviluppato interamente in Italia. Una barca velocissima e all'avanguardia, costruita su misura per lo stile di navigazione di Beccaria, reduce dall'esperienza nel circuito Mini.
Messa in acqua — Allagrande Pirelli
Nello stesso anno conquista il secondo posto alla Route du Rhum — unico velista non francese sul podio della sua classe. Poi la vittoria alla Normandy Channel Race. Il 2023 è ancora più ricco: un altro successo alla Normandy Channel Race, e soprattutto la vittoria alla Transat Jacques Vabre in Class40, che riporta una barca italiana sul podio di questa storica regata dopo oltre quindici anni.
Vittoria Transat Jacques Vabre 2023
Il 2024 aggiunge un altro risultato di prestigio: la vittoria alla Transat CIC (ex OSTAR), diventando il secondo italiano nella storia a riuscirci.
Transat CIC 2024
Transat CIC — Il racconto
Parallelamente, partecipa a una missione di soccorso nel Mediterraneo centrale a bordo della nave «Life Support» di Emergency — un impegno che va oltre la dimensione agonistica.
A bordo della nave «Life Support» di Emergency — Mediterraneo centrale, 2024
2025 — oggi
Il salto in IMOCA
Alla fine del 2024 Ambrogio annuncia il passaggio alla classe IMOCA 60, con l'obiettivo di competere ai massimi livelli della vela oceanica e qualificarsi per il Vendée Globe 2028. Nel 2025 nasce il progetto Allagrande Mapei Racing — un team che lo accompagnerà fino al giro del mondo in solitario.
Ingegnere nautica di formazione, Beccaria affronta la navigazione oceanica con un approccio preciso: comprensione dei sistemi, attenzione ai dettagli, sviluppo progressivo della performance. Una visione che unisce competenza tecnica, capacità decisionale e resistenza nelle condizioni più estreme.
L'annuncio — Allagrande Mapei Racing
Risultati
Palmarès
- 1° Mini Transat 2019
- 1° Les Sables–Horta–Les Sables 2018 (tappa)
- 7 vittorie in circuito 2018
- 2° SAS 2016
- 26° Mini Transat 2017
2021
- 1° Rolex Giraglia
- 1° ARC (12 Nacira 69)
- WR — Record della Manica (Multi 70)
- 3° Les Sables–Horta (Class40)
- 1° Normandy Channel Race (Class40)
- 2° Route du Rhum (Class40)
- 2° Défi Atlantique (Class40)
- 1° Normandy Channel Race (Class40)
- 1° 40' Malouine Lamotte (Class40)
- 1° Transat Jacques Vabre (Class40)
- 2° RORC Caribbean 600 (Class40)
- 3° The Ocean Race, leg 7 (IMOCA)
- 1° The Transat CIC (Class40)
- 1° The Ocean Race Europe, leg 4 (IMOCA)
- 5° The Ocean Race Europe (IMOCA)
- 4° Transat Café L'Or (IMOCA)
- 1° Spi Ouest France (Class40)
- 5° Trophée BPGO (Figaro)
Contenuti
La Gazzetta del Cammellone
Ambrogio ama spiegare le cose. Non come dovere, ma come vero per autentico piacere: entrare nei dettagli, condividere il ragionamento, aprire porte su mondi complessi.
Sui suoi canali social cura da anni «La Gazzetta del Cammellone»: una serie di approfondimenti su strategia, meteorologia e navigazione oceanica, molto seguita dalla sua community. Durante il Vendée Globe 2024, ha analizzato in diretta le scelte tattiche dei concorrenti, spiegato i sistemi meteorologici con la stessa dedizione di un insegnante, e si è spinto oltre — esplorando temi come i viaggi di Magellano, le correnti oceaniche, la storia della navigazione a vela.
Un esempio — Gazzetta del Cammellone
Fuori dall'acqua — ma non troppo
L'apnea
Lontano dalle barche — ma non troppo dall'acqua — Ambrogio pratica apnea. È una passione che condivide con pochi altri navigatori, e che racconta qualcosa del suo rapporto con il mare: non solo una superficie da attraversare il più velocemente possibile, ma un mondo da esplorare.
Il suo amico Francesco Sena, apneista e youtuber, lo racconta forse meglio di chiunque altro. Nel video qui sotto ripercorre il percorso di Ambrogio, dal Class40 all'IMOCA, con gli occhi di chi lo conosce davvero.
Ambrogio raccontato da Francesco Sena
Novembre 2025
Mare selvaggio
Nel novembre 2025, Ambrogio pubblica il suo primo libro: Mare selvaggio. Storie di vita e di vela (Mondadori), scritto insieme a Matteo Caccia. Un racconto del percorso umano e sportivo che lo ha portato alla vela oceanica — le partenze, l'adrenalina, gli arrivi al cardiopalma, le notti insonni, gli incontri ravvicinati con le balene. Ma anche un diario interiore, un viaggio alla ricerca di un senso più profondo che forse solo il mare selvaggio sa offrire.
«Nel mio sport non c'è il pubblico durante le regate. Nessuno mi vede dal vivo mentre attraverso l'oceano. C'è sempre un filtro, spesso quello dei social. Aver scritto un libro ha cambiato un po' le cose... per una volta ho usato un filtro diverso, più largo e più approfondito che mi ha dato la possibilità di raccontare molto di più.
Durante questo giro di presentazioni del libro ho capito l'importanza di vivere momenti come questi, in cui ho potuto conoscere veramente le persone che mi seguono. Ascoltare le loro domande mi ha fatto capire che cosa interessa di quello che faccio.
In realtà non riesco a conoscere proprio tutti, ma anche solo vedere qualcuno che ha fatto due ore di treno per una copia autografata mi ha fatto riflettere. E soprattutto mi ha fatto venire voglia di dedicare del tempo al racconto del mio lavoro.»
— Ambrogio Beccaria, dopo il book tour italiano