Alla grande
Cosa dire di questo mese di giugno. Cominciato con un cantiere da chiudere, terminato con una vittoria che nessuno aveva previsto — e nel mezzo, tutto il resto. Un mese che difficilmente dimenticheremo.
01
Les Sables d'Olonne
I primi di giugno siamo a Les Sables d'Olonne, al villaggio di partenza della Vendée Arctique. Dopo un cantiere invernale molto faticoso, poche settimane di navigazione a maggio — qualche uscita tecnica e la qualifica di Ambrogio — e pochissimo riposo, arriviamo al via con ancora tanti interrogativi aperti sulla barca. Al nostro fianco, come sempre, Simona Giorgetta e il team Mapei.
Eppure, prima di ogni partenza, arriva il momento in cui bisogna smettere di modificare. Bloccare lo stato della barca, chiudere le discussioni tecniche, accettare ciò che è fatto e ciò che non lo è ancora. È una maniera di lasciar andare — necessaria, e ogni volta difficile a modo suo.
Sul pontile, nei giorni prima della partenza, l'atmosfera è quella che conosce bene chi ha vissuto un grande appuntamento sportivo: la stanchezza accumulata, la concentrazione che sale, e quella sottile euforia che non si riesce a spiegare.
©Lorenzo Sironi
02
La Vendée Arctique 2026
Nove giorni. 3190 miglia. Dal Golfo di Biscaglia al Circolo Polare Artico, passando per le Isole Faroe e le coste dell'Islanda, per poi rientrare attraverso le Isole Britanniche. Una regata che si è conclusa nel modo più clamoroso possibile.
Ambrogio Beccaria — "Allagrande Mapei"
Vincitore della Vendée Arctique 2026 · Prima regata in solitario in IMOCA
Con questa vittoria, Ambrogio Beccaria è diventato il primo italiano a vincere una regata in solitario nel circuito IMOCA. E dal 2002 — quando Ellen MacArthur si aggiudicò la Route du Rhum — è il primo non-francese a vincere una grande regata in solitario IMOCA.
La Gazzetta del Cammellone — meteo e strategia
Prima di partire, Ambrogio analizza la situazione meteorologica prevista per la Vendée Arctique: fronti atlantici, dorsali, la rotta verso il Circolo Polare e le insidie del Golfo di Biscaglia al ritorno.
Partenza — Il canale di Les Sables d'Olonne
Start alle 13:02. Sole, vento leggero e una folla enorme nel canale. Ambrogio lascia Les Sables d'Olonne per la sua prima regata in solitario in IMOCA, salutato da un tifo da stadio.
Blackout e velocità lungo l'Irlanda
Un guasto elettrico lascia "Allagrande Mapei" nel buio totale per una ventina di minuti. Ambrogio ferma la barca alla cappa, ripristina il quadro elettrico e riparte. Nel pomeriggio le condizioni si fanno dure: vento da nordovest in rinforzo, mare in costante crescita, 30 nodi e raffiche lungo la costa irlandese verso il Fastnet.
La rete da pesca — cinque tuffi nell'Atlantico
Alle 15:45, una rete con boa si avvolge sulla chiglia di "Allagrande Mapei". Ambrogio non ha altra scelta: ferma la barca, ammaina le vele e si getta nelle acque fredde dell'Atlantico settentrionale. Cinque tuffi, quasi due ore di lavoro fisico intenso, con le correnti che fanno continuamente derivare lo scafo. Quando la rete è finalmente libera e la barca riparte, l'urlo di sollievo si sente fino in Italia. Il video realizzato con le telecamere oltre la GoPro diventa virale: il tifo sui social si scatena.
Le Isole Faroe — "Sto per piangere dalla bellezza"
Tregua meteo. Cielo terso, mare calmo, venti leggeri e sole. Ambrogio riposa, rimette in ordine la barca e si riconcilia con lei. Al passaggio delle Faroe, le parole si scelgono da sole. 100 miglia dal Circolo Polare.
Circolo Polare Artico — 66°N
Passaggio del Circolo Polare in diretta video poco prima delle 20:00, nella brevissima notte artica. Inizia subito la battaglia di strambate con "Initiative Cœur" al largo dell'Islanda: Ambrogio sale in terza posizione.
Scelta della rotta e le coste dell'Islanda
A differenza di Sam Goodchild, Ambrogio sceglie la rotta a ovest dell'Irlanda per la discesa — più conservativa, ma più sicura per una barca non ancora al 100%. "Non mi era mai successo di fare una scelta così prudente in regata." Nel frattempo, le coste dell'Islanda si stagliano all'orizzonte: un paesaggio che toglie il fiato.
Al lasco oltre 25 nodi — impossibile dormire
Girata la boa del Circolo Polare, "Allagrande Mapei" trova finalmente la sua andatura: al lasco con vento sostenuto, foil che mordono, velocità che non scende sotto i 25 nodi per ore. Una notte di medie entusiasmanti, praticamente impossibile dormire.
Blasket Islands e la bonaccia
A sud dell'Irlanda il vento cala quasi completamente. Ambrogio sceglie di passare all'interno delle Blasket Islands per tenersi sotto costa: scogli affioranti, correnti sostenute, situazione delicata. Momenti difficili per lui ma tutto è andato bene. Nel pomeriggio una dorsale porta calma, sole e tempo per riordinare la barca in vista del finale.
Golfo di Biscaglia — la depressione termica e la rimonta
La depressione termica sul Golfo di Biscaglia cambia tutto: Sam Goodchild, in testa dall'inizio, ci si ritrova intrappolato per primo. Ambrogio, rimasto più a nord, sfrutta la piccola porta lasciata aperta dal sistema meteo in movimento. "Allagrande Mapei" raggiunge "MACIF", lo supera sulla separazione laterale a nord e avvia un match race notturno di strambate.
3:07 — Arrivo e vittoria
"Allagrande Mapei" taglia il traguardo di Les Sables d'Olonne alle 3:07 del mattino con oltre sei miglia di vantaggio su "MACIF". Ambrogio Beccaria vince la Vendée Arctique 2026. Nel canale, la bandiera italiana.
«In questo momento sono molto stupito da questa botta di fortuna immensa che ho avuto. Però credo di essere stato anche abbastanza opportunista nello sfruttare la piccola porta lasciata aperta da MACIF, noi ci abbiamo provato ed è andata molto molto bene. La regata è stata stupenda. Sono successe veramente tante cose: è stato un viaggio incredibile. Ho visto tante isole diverse, le Faroe, l'Islanda, l'Irlanda, la Scozia. Girare il Circolo Polare Artico, invece, è stato poco simbolico, perché alla fine era soltanto un numero da raggiungere. Comunque è una regata nella quale sento di essermi abbastanza economizzato: non sono mai andato fuori giri. Anche perché all'inizio mi sembrava di fare un po' fatica, non riuscivo a stare bene dietro alla barca che aveva tanti problemi. I primi due giorni sono stati abbastanza provanti: ho avuto tanti problemi elettronici, un blackout, sono dovuto andare sott'acqua per liberare la barca da quella boa maledetta. Insomma, ne sono successe di tutte e questo mi aveva fatto perdere un po' di fiducia. Poi, piano piano, ci siamo ri-intesi bene, io e la barca. Anzi, al punto che ho deciso di fare quella rotta a ovest dell'Irlanda. L'ho scelta proprio perché non me la sentivo di passare all'interno: con una barca che non era in perfetto stato, se ci fosse stato anche solo un piccolo problema in un passaggio così delicato sarebbe stato drammatico. C'era tanto traffico, tanto vento, le zone di separazione del traffico, che poi sono proprio quelle dove Elodie è finita dentro e per cui ha preso dodici ore di penalità. Tutte queste cose io volevo evitarle. Non mi era mai successo di fare una scelta così prudente in regata e, invece, questa cosa non mi è pesata per niente. Anzi, ho capito che non volevo farlo e non l'ho fatto. Ero molto sicuro di me, molto sicuro di quello che potevo fare, e con la barca ci siamo capiti alla grande.»
— Ambrogio Beccaria, all'arrivo a Les Sables d'Olonne
©Lorenzo Sironi
03
Ritorno a Lorient — riparazione post-regata
Dopo la festa e le prime ore di recupero a Les Sables d'Olonne, il team ha riportato "Allagrande Mapei" a Lorient. E quasi senza pausa, il 23 giugno la barca è stata tirata fuori dall'acqua.
Il motivo dello stop è la lama di deriva che ha riportato un danno durante la navigazione al largo dell'Irlanda, nel momento in cui Ambrogio si è ritrovato la rete da pesca avvolta sulla chiglia. Un danno che non ha compromesso la regata ma che va riparato prima di riprendere a navigare.
Questa uscita dall'acqua è anche l'occasione per qualcosa di importante: il cambio dei bearing di foil. Una piccola ma fondamentale operazione di preparazione che apre la strada all'installazione dei nuovi foil — quelli progettati e costruiti quest'inverno, che attendevano pazientemente in magazzino mentre i vecchi V1 portavano "Allagrande Mapei" fino al Circolo Polare e oltre.
«Quello che stiamo facendo adesso è la vera fine del cantiere invernale. È il momento in cui ci stiamo preparando a installare i nuovi foil. Abbiamo tolto i vecchi, modificato i pezzi che andavano modificati, e la loro installazione chiuderà tutti i lavori di quest'inverno. A quel punto la barca sarà al 90% della sua configurazione finale. Resterà ancora qualche piccolo dettaglio da sistemare, ma a livello strutturale saremo nel posto giusto.
— Enrico Bandiera, Direttore Tecnico
È un grosso adattamento per la barca accogliere questi foil. Il lavoro principale è cambiare le bearing per farli entrare, e in parallelo stiamo lavorando sull'attrezzatura e sul sartiame perché la barca sia pronta a gestire il carico maggiore di potenza che portano.
Ci saranno sicuramente cose a cui non abbiamo pensato, ed è per questo che abbiamo previsto delle sessioni di navigazione a luglio e agosto per scoprirle. L'obiettivo è arrivare alla Défi Azimut con una barca davvero in configurazione Route du Rhum, testare tutto in regata, e se dovessero restare degli aggiustamenti da fare, avremo ancora circa un mese per farli prima della partenza. Ma l'idea è di non averne bisogno, perché non possiamo arrivare alla Route du Rhum con delle incognite.»
04
Luglio e il prossimo capitolo
Il 30 giugno, stesso giorno del kick off della Route du Rhum a Saint-Malo, "Allagrande Mapei" è tornata in acqua — direttamente con i nuovi foil a bordo. Non è stato un ritorno tranquillo: è il momento di capire davvero cosa cambia. E quanto.
Il mese di luglio sarà interamente dedicato a test e allenamenti, con l'obiettivo di accumulare miglia sui nuovi foil e adattare tutti i sistemi della barca — pilota automatico, parametri di navigazione, polari — a delle appendici che le daranno molta più potenza.
I grandi obiettivi sono già definiti: la Défi Azimut a settembre e, soprattutto, la Route du Rhum a novembre. A Saint-Malo, il kick off ufficiale della regata ha chiuso simbolicamente questo mese di giugno. Un cerchio che si chiude, e uno nuovo si apre.
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