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Missione Azzorre

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Race Update · Route du Rhum 2026 · Allagrande Mapei Racing
Race Update Route du Rhum 2026

Missione Azzorre

7 novembre 2026

La Route du Rhum di Ambrogio è finita, ma per Bogi e per il team di Allagrande Mapei è iniziata un’altra sfida, forse ancora più complicata: riportare Ambrogio a terra, in sicurezza, dopo l’infortunio che lo ha costretto ad abbandonare la regata.

Tutto è cominciato nella tarda serata di giovedì, alle 23:30 ora francese, quando il team ha ricevuto un messaggio da bordo: «Sono caduto, sono in contatto con il medico di regata. Faccio fatica a respirare. Vi tengo aggiornati, ma per la regata la vedo male».

Ambrogio era caduto all’interno della barca, procurandosi un forte dolore alla schiena e difficoltà respiratorie. Le condizioni del mare erano state durissime nelle ore precedenti, con raffiche fino a 45 nodi e onde di quattro metri, e Bogi aveva già dovuto affrontare da solo l’avaria al ballast che aveva provocato l’allagamento del compartimento batterie e il conseguente blackout dell’elettronica.

Nonostante il dolore, la prima intenzione di Ambrogio era di continuare. Dal punto di vista strategico, “Allagrande Mapei” si trovava ancora in una posizione interessante, all’interno della curvatura del vento rispetto al gruppo che aveva scelto la rotta a sud. Dopo le difficoltà dei giorni precedenti, la possibilità di ottenere un buon risultato era tornata concreta.

Per tutta la notte è rimasto in contatto con il medico di regata, cercando di capire se fosse possibile proseguire. Ma alle 5:50 del mattino è arrivato il messaggio che speravamo di non leggere:

Ciao team, ho davvero provato di tutto per restare in regata. Ma ho troppo dolore, anche con la codeina non riesco a cazzare un J3 con 15 nodi di vento. Non ha molto senso per me continuare questa Route du Rhum. Mi dispiace davvero tanto. Faccio rotta verso le Azzorre.

Ambrogio a bordo di “Allagrande Mapei” dopo la caduta

Conoscendo Bogi, e soprattutto vedendo come aveva affrontato i problemi dei giorni precedenti, è difficile immaginare quanto dolore dovesse avere per arrivare a prendere questa decisione.

Cambio di programmi

Da quel momento, per il team di Allagrande Mapei è cambiato tutto. La squadra si mobilita immediatamente per avvisare tutti: lo sponsor, la famiglia e, in coordinamento con l’organizzazione della regata, per comunicare pubblicamente la notizia.

Il programma prevedeva la partenza per la Guadalupa domenica, l’arrivo di Ambrogio a Pointe‑à‑Pitre e poi l’organizzazione del trasferimento della barca verso l’Europa. Nel giro di poche ore, tutto è stato cancellato e sostituito da una nuova missione: raggiungere le Azzorre e organizzare il recupero di Bogi.

È una delle caratteristiche della vela oceanica. Bisogna avere una grande flessibilità mentale, perché quello che immaginiamo per il nostro futuro prossimo può cambiare radicalmente, e molto spesso succede proprio così.

Alice Poursain, Team Manager, insieme a Jeanne Troché, responsabile logistica, ha coordinato la mobilitazione della squadra e, nel giro di poche ore, voli e logistica erano pronti: Bastian Oger, Riccardo Apolloni e Victor Jost sono partiti dalla Bretagna, Alberto Riva da Barcellona e Carlos Olsson da Berlino. Appuntamento per tutti a Lisbona, prima di proseguire verso le Azzorre.

Una vera e propria missione organizzata in poche ore, con tutto quello che poteva servire: materiale per la barca, attrezzature di sicurezza, vestiti per Ambrogio e una scorta di cibo liofilizzato. Quella prevista per il trasferimento di ritorno era già stata spedita in Guadalupa, naturalmente, perché fino al giorno prima nessuno avrebbe immaginato di dover raggiungere Horta.

Dopo un lungo viaggio, la squadra è arrivata a Ponta Delgada alle 00:30 locali, le 2:30 in Francia. Poche ore di sonno e poi un altro volo, questa volta verso Horta, sull’isola di Faial.

Il team in aeroporto in partenza per le Azzorre

Nel frattempo Ambrogio è ancora da solo a bordo di “Allagrande Mapei” e deve navigare attraverso una depressione piuttosto profonda, con venti superiori ai 35 nodi e onde di cinque metri. Al mattino manda un messaggio piuttosto ironico:

Ciao, qui “tutto bene”. Sono vicino al centro della depressione, quindi c’è un po’ meno vento, ma di sicuro non è il posto più consigliato dove stare nella mia situazione.

La barca senza foil, invece, è fantastica. Sta diventando un’ottima barca da crociera. Scivola senza mai sbattere. Vedremo al reaching, quando ci avvicineremo all’arrivo, ma se dovrò rollare il J3 per evitare di sbattere, non so proprio come farò.

Un minista italiano diceva che, quando tardava troppo ad ammainare il grande spi, l’unica soluzione era sparargli un fumogeno. Potrei provare questa soluzione.

Ritrovare l’ironia di Ambrogio è sicuramente una buona notizia, ma dietro la battuta si cela il tema concreto dell’arrivo a terra. Per l’IMOCA come barca da crociera, ci penseremo dopo il Vendée!

Horta, il rifugio dei navigatori

A Horta, intanto, la squadra sta preparando l’arrivo di “Allagrande Mapei”.

Ad aiutarli c’è “Couscous”, una piccola leggenda locale. Originario di Lorient, ha lavorato per vent’anni nella vela oceanica e si è trasferito alle Azzorre, dove gestisce un ristorante e un negozio di forniture nautiche. Ha trovato un gommone, sta organizzando gli ormeggi e mette in contatto la squadra con le autorità locali.

Il team con Couscous a Horta

Horta è uno di quei luoghi che hanno un significato particolare per chi naviga in Atlantico. Un porto che da generazioni accoglie velisti in traversata, spesso dopo migliaia di miglia di oceano, qualche volta per scelta e altre per necessità. Tutti e cinque i membri della squadra inviata alle Azzorre vi hanno già trovato rifugio almeno una volta.

Questa volta, però, l’arrivo si annuncia particolarmente complicato.

Le ultime miglia, forse le più difficili

“Allagrande Mapei” è attesa domenica mattina, ma le previsioni davanti a Horta parlano di quattro metri d’onda e 35 nodi di vento medio.

Previsioni meteo davanti a Horta Previsioni meteo davanti a Horta

Previsioni per domenica mattina

Il porto non offre molto spazio per manovrare in queste condizioni e Ambrogio, ferito, potrebbe non essere in grado di gestire da solo le manovre necessarie per entrare.

Il team sta valutando tutte le possibilità per organizzare un arrivo sicuro. Un’équipe medica sarà presente per assistere Ambrogio e intervenire rapidamente, mentre a terra si lavora per trovare la soluzione migliore per recuperare lo skipper e mettere in sicurezza la barca.

La regata è finita, ora la priorità è riportare Ambrogio e “Allagrande Mapei” a casa in sicurezza.

Vi aggiorneremo sull’operazione domani.

Lamberto Cesari

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