Newsletter

[Newsletter #5] Maggio – Allagrande Mapei Racing : Verso la prima regata in solitario

[Newsletter #5] Maggio – Allagrande Mapei Racing : Verso la prima regata in solitario
Newsletter #5 — Maggio 2026 · Allagrande Mapei Racing
Newsletter #5 · Maggio 2026

Verso la prima
regata in solitario

È arrivato Maggio. Il mese che aspettavamo da cinque mesi. La barca in acqua, le prime navigazioni, la qualifica completata e la Vendée Arctique sempre più vicina. In poche settimane, tutto è diventato reale.

01

L'ultimo weekend di cantiere

Il mese è cominciato di venerdì, il primo maggio, festa del lavoro. Difficile trovare una data meno appropriata per un team che aveva ancora tutto da finire. A tre giorni dalla messa in acqua, dopo un cantiere lungo cinque mesi, l'intensità era al massimo. Sabato e domenica compresi, ovviamente: come prima di ogni grande esame, gli ultimi giorni sono quelli in cui si lavora fino a mezzanotte.

02

La pesata

Lunedì 4 maggio, tutto è cominciato con la pesata del solo scafo, senza né chiglia né albero. La sera prima, il team aveva fatto le scommesse: quanti chili aveva perso? Il giorno stesso c'era tensione nell'aria, tutti con gli occhi puntati sullo stazzatore mentre i numeri apparivano sul display.

Il risultato ha superato i nostri obiettivi. La barca aveva fatto una bella cura invernale. Così leggera che il team ha provato a sollevarla di persona.

Il team solleva la piattaforma di Allagrande Mapei — pesata 4 maggio 2026

©Anne Beaugé

03

La messa in acqua

Poi è arrivato il momento. Uscita dall'hangar, "Allagrande Mapei" viene avvicinata da una gru che ha sollevato la barca e l'ha posizionata su un invaso per installare la chiglia. Qualche ora dopo, la barca viene sollevata di nuovo — questa volta con la chiglia — e depositata in acqua. Seguono l'installazione dell'albero e degli outrigger.

Messa in acqua Allagrande Mapei Messa in acqua Allagrande Mapei — vista aerea Allagrande Mapei in acqua Allagrande Mapei — installazione albero

©Anne Beaugé

«Sono molto orgoglioso del lavoro del team e ho fiducia nelle scelte tecniche che abbiamo fatto. I primi risultati sono impressionanti, in particolare la riduzione del peso. Ma la cosa più incredibile è l'energia che il team ha messo in questo cantiere. Non ho mai avuto una grande squadra che lavorasse per me, al massimo una o due persone. Qui, invece, siamo in tanti e sento un'energia davvero bellissima, oggi e per il futuro. Potremo contare su questo nei prossimi anni, e sarà chiaramente uno dei punti di forza del nostro team.»

— Ambrogio Beccaria

04

Il test di raddrizzamento

Ci siamo riposati molto poco perché il mattino dopo all'alba era già il momento del test di raddrizzamento a 90°. Una procedura che assomiglia più a una misurazione che a un vero test, come spiega Gianluca Guelfi, responsabile performance del team.

«Il test di raddrizzamento è una procedura che consente di determinare con precisione la posizione verticale del centro di gravità. Consiste nell'inclinare la barca sull'acqua fino a raggiungere un angolo di sbandamento di 90 gradi, con l'albero in posizione orizzontale, per misurare le forze che ne garantiscono l'equilibrio. Mediante un dinamometro posto in testa d'albero si misura la forza di raddrizzamento. Da questa misura, insieme a tutte le altre caratteristiche note dell'imbarcazione, si ricava l'ultima incognita: la posizione verticale del centro di gravità della barca a vuoto. Questo parametro è fondamentale per valutare la stabilità complessiva. Al di là dell'aspetto regolamentare, è anche una leva fondamentale per la performance: una conoscenza precisa del centro di gravità consente di ottimizzare l'equilibrio generale della barca.»

— Gianluca Guelfi, Responsabile Performance
Test di raddrizzamento — vista aerea Test di raddrizzamento Test di raddrizzamento — 90 gradi Test di raddrizzamento

©Anne Beaugé

Durante questi due giorni di manutenzione era con noi anche Rebecca Geiger, giornalista di Giornale della Vela, che ha realizzato un bel video-racconto esplicativo.

Rebecca Geiger per Giornale della Vela

05

Installazione dei foil

Nei giorni seguenti, con la barca in acqua, è stato il momento di renderla navigabile: installazione delle vele, finiture sull'impermeabilità, e soprattutto montaggio dei foil.

Installazione foil Allagrande Mapei Installazione foil Installazione foil Installazione foil

©Anne Beaugé

Attenzione: si tratta ancora dei vecchi foil, i V1 della barca. I nuovi foil verranno installati solo dopo la Vendée Arctique. Non è il massimo, dato che la nuova posizione delle scasse dei foil non è stata progettata per queste vecchie appendici. Ma per il momento funziona, e questo è l'essenziale.

06

Test di carico sui nuovi foil

Parlando dei nuovi foil: uno delle due appendici è stato sottoposta a un banco di test per verificare la conformità del pezzo e calibrare la fibra ottica. Il foil viene fissato alle due estremità e, grazie a pistoni idraulici, sottoposto a un carico e a una deformazione controllata.

«Avel, che è il costruttore del nostro foil, ha messo il foil nel banco test. Il nostro foil è equipaggiato e dotato di due linee di fibra ottica su entrambi i lati. L'obiettivo è la calibrazione della fibra ottica: verifichiamo che i valori teorici corrispondano alla realtà. Inoltre Avel ha installato dei microfoni che registrano le emissioni acustiche del composito del foil, per verificare che non ci siano rotture. Registrano gli assestamenti della fibra e della matrice di resina — rumori non percepibili all'orecchio, ma che i microfoni sentono. Se durante la salita del carico sentiamo dei rumori forti e, risalendo, ritroviamo gli stessi rumori, allora vuol dire che forse c'è un problema. Ma in questo caso, tutto è andato bene.»

— Enrico Bandiera, Direttore Tecnico
Banco test foil Allagrande Mapei Test di carico foil

©Anne Beaugé

07

Lo spiegone tecnico che mancava

Vi lasciamo con lo spiegone tecnico che mancava. In questo video Ambrogio vi spiega come funziona la potenza di una barca a vela, dalla carena alla chiglia, fino ai foil. E soprattutto vi racconta perché durante il cantiere invernale abbiamo deciso di spostare le scasse dei foil di "Allagrande Mapei" — una scelta un po' folle, perché dentro la barca ha rappresentato un lavoro gigantesco.

Un po' nello stile della Gazzetta del Cammellone, tra lavagne e disegni.

Ambrogio spiega — foil, carena, scasse

08

Prima navigazione

Venerdì 15 maggio. Il giorno che aspettavamo tutti. A bordo: Ambrogio, Bastian (boat captain), Carlos (rigger), Clément (responsabile elettronica), Enrico (direttore tecnico) e Anne (fotografa e videomaker).

Sul pontile, prima di partire, l'eccitazione era palpabile. Bastian ha subito raffreddato un po' gli entusiasmi dicendo che la prima navigazione dopo un cantiere è molto importante, la barca ha subito numerose modifiche, non si spinge, si mettono in tensione gli elementi, si va piano, si va tranquilli.

Due ore dopo la barca volava a 35 nodi.

La faccia di Bastian all'arrivo in pontile

©Anne Beaugé · La faccia di Bastian all'arrivo in pontile

Allagrande Mapei — prima navigazione 15 maggio 2026

©Anne Beaugé

Scherzi a parte, la navigazione è andata benissimo. Il team ha potuto testare tante cose, si è sentito fiducioso e alla fine si è lasciato convincere a spingere un po'.

09

Navigazioni tecniche e Albi

Nei giorni seguenti, tanto lavoro sulla barca per renderla affidabile e prepararla alla Vendée Arctique. È arrivato a Lorient anche Alberto "Albi" Riva, amico fraterno di Ambrogio e del team, per darci una mano con l'elettronica di bordo.

A proposito di elettronica: il 18 maggio Ambrogio è stato ospite sul palco di BFM Business, dove ha parlato a lungo di questo argomento e di tutta l'informatica a bordo di una barca da corsa. Una discussione appassionante, che entra nei dettagli del tema.

Il 20 maggio i due amici hanno potuto navigare insieme, con grande piacere di entrambi. Una navigazione a scopo di validazione tecnica, certo, ma anche il piacere di ritrovarsi in mare assieme.

Ambrogio e Albi a bordo Navigazione tecnica — Allagrande Mapei

©Anne Beaugé

10

Qualifica per la Vendée Arctique

Il 22 maggio Ambrogio è partito per la qualifica obbligatoria: 800 miglia in solitario da Lorient fino a Capo Finisterre in Spagna e ritorno. "Allagrande Mapei" è rientrata a Lorient nella serata di lunedì 25 maggio.

La navigazione è iniziata con poco vento nel Golfo di Biscaglia, poi l'aria è arrivata e la barca ha risposto: un'intera giornata con medie intorno ai 25 nodi, le prime sensazioni concrete di come si comporta in solitario.

Tre giorni importanti per tutto il team, ricchi di dati preziosi. C'era però anche una dimensione più personale: era la prima volta in solitario di Ambrogio su "Allagrande Mapei", e la prima volta in solitario su qualsiasi barca dopo due anni, dall'arrivo a New York.

Ambrogio Beccaria — navigazione in solitario Allagrande Mapei in solitario

«Qualifica fatta. Le condizioni sono state interessanti: all'arrivo non c'era più vento, ma è stato un bel modo per imparare, per passare un po' di tempo da solo. Erano due anni che non navigavo in solitario, dall'arrivo a New York per la The Transat CIC. E per di più su questa barca, che è molto particolare — gli IMOCA non sono proprio normali, quindi ci voleva assolutamente. Adesso mi sento molto più pronto per partire verso il Circolo Polare Artico. Devo dire che c'è ancora tanto lavoro da fare per me per diventare davvero lo skipper di questa barca, ma per adesso stiamo imparando a conoscerci.»

— Ambrogio Beccaria, all'arrivo a Lorient

11

Partenza per Les Sables d'Olonne

Giovedì 28 maggio, Ambrogio e "Allagrande Mapei" lasciano Lorient per raggiungere Les Sables d'Olonne, insieme a Riccardo, Bastian, Gianluca e Clément. Un'ultima notte in mare prima di vivere il villaggio della partenza e lanciarsi nella prima regata in solitario di questa stagione.

12

La webserie — Episodio 6

L'ultimo episodio della webserie è disponibile.

Webserie — Episodio 6


Scopri di più

Qualifica per la Vendée Arctique, fatta!